canti bagnati

Postato da gufochecanta|martedì, 27 febbraio 2007 | Permalink
 

Mi ritrovo in una stanza a cantare

Sono in un stanza con persone a cantare

E sono fermo dopo tanto tempo

E non riesco a sopportarlo

Dopo tanto tempo mi sento costretto in uno spazio

Costretto a rimanere fermo dentro di me insieme agli altri

Come la domenica a pranzo seduto intorno a un tavolo con la mia famiglia

Trattengo lacrime di rabbia nascoste

E guardo altrove per cercare un riparo

Una fuga

E si ritorna a cantare insieme

E ripenso, ripenso…

Molti eventi ritornano come allora

Molti eventi, molte facce, ma la tua immagine non è ancora apparsa

Come fai a non sentire il mio richiamo?


E mi sono riaddormentato, di nuovo, come quel sabato

Dalla rabbia

Dalla disperazione del cuore

Nelle lacrime


Un rivolo asciutto che si secca sulle guance

la luce dimenticata accesa

e le mani come nell’atto di stringerti a me

Da quando ti conosco mi capita spesso

perdere il filo...

Postato da gufochecanta|martedì, 27 febbraio 2007 | Permalink
 


Com’è difficile piangere da soli

Com’ difficile piangere in silenzio

Com’è difficile sopportare il peso di un lacrima nel buio

E’sempre più difficile mantenere una linea narrativa…

Non strabordare…

Non cambiare e sovvertire il tema, i discorsi…

IL FILO

PERDERE IL FILO

Questa è la più grande paura…

Se si perde il filo allora inizia il delirio!

E se si delira allora si è pazzi o solo dei mistici visionari

O forse tutti e due

…Com’è difficile sopportare il tuo silenzio

Com’è difficile ricacciare in bocca le urla del mio dolore

Della mia rabbia

Della mia incomprensione

Della mia incapacità di voler comprendere

Della mia ammissione di non poter credere

E poi tutto questo…

Come si può pensare di sopravvivere dopo tutto questo?

Tutti dicono che esagero,

che è troppo,

o troppo poco per questa mia reazione

ma nessuno conosce il peso delle mie emozioni,

nessuno il valore dei miei battiti,

nessuno,

nessuno mai conoscerà il prezzo di tutto questo dolore




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E' ora di dormire adesso

Postato da gufochecanta|giovedì, 01 febbraio 2007 | Permalink

Mia nonna è morta di scompenso cardiaco

Oggi ho davanti i suoi occhi azzurri

Che sono i miei

La stessa lungimiranza dello sguardo

La stessa tristezza di fondo

Lo stesso implacabile e disarmante candore

E lo stesso affannoso e onnicomprensivo e folle

modo di amare

a prescindere…

pur sapendo…

pur VEDENDO…

pur sentendo…

Il suo cuore ha sempre continuato a dare

a battere forte

a pulsare senza freno

e poi un giorno non ha retto più il passo

I suoi baci timidi, stanotte,

li sento sul viso.

Il suo viso incredulo

La sua espressione semi accigliata

La dolcezza celata

L’estrema ironia

Il disincanto

Le sue mani grandi e morbide

…non le ho mai evocate,

ma stanotte sono con me

non ti ho mai sentito così vicina

e non ho mai capito quanto avessimo in comune

 

…Stò vivendo, nonostante tutto

Mi trascino, biascicando,

nelle cose di sempre

Consumo i denti a furia di fingere sorrisi…

Ma non ho più lacrime ora

Si è spostato tutto dentro

E’ ritornato tutto dentro

SShhhhh

E’ ora di dormire adesso…

Sei stato in piedi fin troppo mi pare…

E’ ora di dormire adesso…

sFeBbRaTo

Postato da gufochecanta|giovedì, 01 febbraio 2007 | Permalink

Non so più cosa sento

Non sento più cosa so

E l’orecchio destro continua a pizzicare come se mille formiche ci marciassero dentro

Dentro il sorriso della vendetta

Inizia ad aprire le sue ganasce

…perché qualcosa stà succedendo

Allo stesso tempo la maschera del dolore

consolida ogni ora che passa la sua smorfia

E tanta aria

…Spazio…

…Vuoto

si frappongono tra quello che sento

e quello che si manifesta,

quello che posso toccare e

quello che, forse, esiste sul serio

o che forse mi è dato di vedere

Non so più se il  mio cuore stia eseguendo una manovra d’emergenza

Se la rotta sia stata mutata all’ultimo minuto per evitare l’inevitabile collisione

…O forse qualche amico magico mi abbia fatto un regalino

…O forse la sudata delirante di questa notte ha portato via tutto

…”dovevi solo sfebbrare…”

E’ così che  si guarisce dal mal d’amore?

Sudando tanto ed eliminandone le tossine?

Insieme alle tossine forse sono andate via anche tutte le lacrime

Forse non ne ho più

Sono ad un passo dalla “fine delle trasmissioni”

Sono ad un passo dal quadrante notturno RAI

anonimo

Incolore

Fisso

Ed immoto

Occhi aperti ancora, si,

ma rimasti aperti, dopo.

Ancora in preda allo stupore

all’incredulità

all’impossibilità di accettazione

al dolore della presa estrema di coscienza

Occhi aperti,

stupiti,

spalancati fino allo spasimo

e secchi,

senza più lacrime ormai

Qualche spina dentro è stata staccata da qualche mano invisibile…

Qualche connessione è stata disdetta…

E senza pensare,

vivo lo stesso

Senza pensare

 riprovo a mangiare di gusto

Senza pensare

Mi sforzo di ritrovare IL gusto

Mi sforzo di credere ancora