Calling you

Postato da gufochecanta|sabato, 24 marzo 2007 | Permalink

Mi perdo in immagini di violenza

E ne traggo del sottile piacere

Ma poi mi riempio di lacrime mute

Perché io non sono questo nero che mi possiede

Io non provo piacere dal dolore o da quello che sembra tale

E’ tutta la rabbia...

E’ tutto il dolore che non ti ho potuto-saputo dare

E’ tutto quello che ancora mi si agita in petto mentre scrivo

Ed è tutto il lacerante peso di una realtà che non vivo davvero

Che ho conosciuto.

Nella quale mi sono gettato in pasto.

Ma che non riesco ad accettare davvero.

Scrivere di te e non poterti vivere è il secondo supplizio più crudele

 che avrei mai potuto sadicamente immaginare di infliggermi

Mi impongo di pensarti ordinatamente

Ma altrettanto ordinatamente mi impongo di guardare oltre...

E ritornano gli occhi magici...

Ritorna il fuoco che ti aveva tanto chiamato...

Ma il mio cuore ora è muto

O forse il suo richiamo non lo sente più nessuno

La sua lingua non è di questo mondo

E il suo canto è una nenia che atterrisce chi la ode...

...I'm calling you

Can't you hear me?

I'ma calling you

Calling you...

piacere-non piacere

Postato da gufochecanta|domenica, 18 marzo 2007 | Permalink

...Perché sono molti i gradevoli aspetti che esistono in numerosi peccati

e smoderatezze

e passioni scandalose

e piaceri momentanei

che (gli uomini) assaporano finché non diventano equilibrati e salgono al loro luogo di riposo.

E loro mi troveranno lì

ed essi vivranno

ed essi non moriranno di nuovo...

Io sono

Postato da gufochecanta|sabato, 17 marzo 2007 | Permalink

Io sono il silenzio che è incomprensibile,

e l’idea il cui ricordo

è costante.

Io sono la voce il cui suono è multiforme

e la parola la cui apparizione

è molteplice.

Io sono la pronuncia del mio nome...

 

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