Mi perdo in immagini di violenza
E ne traggo del sottile piacere
Ma poi mi riempio di lacrime mute
Perché io non sono questo nero che mi possiede
Io non provo piacere dal dolore o da quello che sembra tale
E’ tutta la rabbia...
E’ tutto il dolore che non ti ho potuto-saputo dare
E’ tutto quello che ancora mi si agita in petto mentre scrivo
Ed è tutto il lacerante peso di una realtà che non vivo davvero
Che ho conosciuto.
Nella quale mi sono gettato in pasto.
Ma che non riesco ad accettare davvero.
Scrivere di te e non poterti vivere è il secondo supplizio più crudele
che avrei mai potuto sadicamente immaginare di infliggermi
Mi impongo di pensarti ordinatamente
Ma altrettanto ordinatamente mi impongo di guardare oltre...
E ritornano gli occhi magici...
Ritorna il fuoco che ti aveva tanto chiamato...
Ma il mio cuore ora è muto
O forse il suo richiamo non lo sente più nessuno
La sua lingua non è di questo mondo
E il suo canto è una nenia che atterrisce chi la ode...
...I'm calling you
Can't you hear me?
I'ma calling you
Calling you...



