Sia quel che sia non ho più paura di abbassare le difese
Sia quel che sia non sento più il solletico isterico nelle braccia dell’altro…
Sia quel che sia le mie cellule tutte sono come animali domati, adesso.
Sia quel che sia non ho più il timore di deporre le armi e vedere quello che succede…
Averlo fatto, di notte, nell’umido di una notte di un giardino romano,
mi rende preda di mille malanni,
involucro stanco e privo di forze,
ma la battaglia in fondo è vinta…
Il mio offeso, stanco, disilluso e ferito cuore,
mi parla ancora.
E ancora prova a persuadermi,
rieccolo, il sobillatore,
il bambino sorridente che parlava senza vergogna alcuna a tutte le cassiere,
rieccola la mano innocente che avanza senza timore nel buio…
Forse è questo il segreto di tutto?
Non cessare mai di credere?
Non cessare mai di avere fiducia del proprio piccolo,
bambino,
inesperto,
privo di calcoli,
C U O R E?



