Sfera di cristallo

Postato da gufochecanta|venerdì, 31 agosto 2007 | Permalink

 

 

Nel cerchio un incanto e ti dico chi sei,

la pietra che porti,

il passato, quel che vorrai…

Ti lascio soltanto domande pulsanti,

il resto lo mangio, lo serbo,

lo trasformo in diamanti…

 

 

Le risposte che cerco non sono magia,

lo strazio che sento non è fantasia…

Sono piume nascoste che solleticano dentro,

pensieri nascosti da un continuo tormento.

Tormento che storce la bocca nel riso

E che dissipa l’oro di cui il cuore è intriso,

tormento uragano di lacrime stanche,

chiodo che scava in cicatrici già bianche.

 

 

Non serve una sfera, carte o bacchetta

per dir con coraggio la sorte che spetta…

Basterebbe uno spirito senza paura,

che toccasse del cuore la stanza più buia…

solo allora il destino sarebbe svelato

e quel mi attende un idioma capito…

Braccia aperte nel vento

Postato da gufochecanta|mercoledì, 22 agosto 2007 | Permalink

Allargare le braccia in una commovente resa al vento del cuore,

ritrovare nel baluginio perlaceo di una pietra

il riflesso perduto dei propri occhi,

e sentirsi parte di una matrice unica di suono,

aria calamitata...

La tragica bellezza del rimpianto d'amore

e la nostalgica attesa,

come unica dimensione per accettare l'idea del mistero di Eros...

La mente sovrasta lo spazio di sempre

e arriva in un soffio da te...

...rivede le mie ginocchia sul bracciolo

e la tua camicia aperta per metà...

e tutte le luci di quella notte che ritornano, ancora,

quando la voglia di un abbraccio mi possiede...

Cercarti nel mondo,

nel contatto di estranei,

negli occhi chiusi con i quali ti stringo

e nelle braccia che allungo nel vuoto,

supplice,

nel buio delle notti.

La bacca di eucalipto ha la croce in sè...

"Non c'è atto d'amore che non si consumi in un sacrificio... dicevi tu,

E tanto ho immolato in tuo onore,

tanti caduti sulla pira dei miei sorrisi ardenti,

delle mie carezze di magma pulsante...

Sei nel mio cuore più di ogni altra cosa

e la speranza di una tua carezza,

rende più dolce ogni spasimo dolente

di questa finitezza senza miracoli...

  

 

Di notte

Postato da gufochecanta|lunedì, 06 agosto 2007 | Permalink

La luna che vedi è la stessa di ieri,

è quella che piansi cercando se c'eri,

è la stessa (non vedi?) che la mano mi tese,

dicendo all'orecchio: "il dolore che senti anche lui lo divise..."

Il profilo di marmo anche al buio è un richiamo,

è un suadente sussurro,

una gemma che bramo,

è una mano che intreccia i capelli sul capo,

è un guizzare fulmineo di un brivido vago...

Quel volto di luce dagli occhi di morte,

ci guarda e sorride e non vuole risposte.

Non impone quesiti con quegli occhi crudeli,

ma ricorda per sempre che è la stessa di ieri...