Nel cerchio un incanto e ti dico chi sei,
la pietra che porti,
il passato, quel che vorrai…
Ti lascio soltanto domande pulsanti,
il resto lo mangio, lo serbo,
lo trasformo in diamanti…
Le risposte che cerco non sono magia,
lo strazio che sento non è fantasia…
Sono piume nascoste che solleticano dentro,
pensieri nascosti da un continuo tormento.
Tormento che storce la bocca nel riso
E che dissipa l’oro di cui il cuore è intriso,
tormento uragano di lacrime stanche,
chiodo che scava in cicatrici già bianche.
Non serve una sfera, carte o bacchetta
per dir con coraggio la sorte che spetta…
Basterebbe uno spirito senza paura,
che toccasse del cuore la stanza più buia…
solo allora il destino sarebbe svelato
e quel mi attende un idioma capito…



