Preghiera

Postato da gufochecanta|lunedì, 24 settembre 2007 | Permalink

 

Madre aiutami ad amare come sento

E aiutami a non far scappare come temo

E a non aggredire per tutto il dolore che la non consapevolezza di sè mi suscita dentro

Aiutami perché il mio cuore sia uno sprone

E non un pretesto per fuggire lontano

Aiutami perchè tramite i miei occhi possano veder-si

Nelle immense virtù

Come nelle indegne meschinità

Affinché il tuo sguardo benevolo di Madre

Possa mostrare quanto potente è  l’Amore che tutto risana

O madre di tutte le madri

Possa il tuo tocco amorevole risollevare l’animo

affinché anche quest’anima non vada perduta

e affinché gli occhi possano ritrovare la luce smarrita

Insegnami , o Dea delle Dee a discernere il mio amore

Insegnami a dispensarlo con saggezza

Affinché quanti amiamo possano ritrovar-Si,

 attraverso la mia voce, il mio corpo, il mio calore

e ritrovare la libertà perduta dello Spirito

e possano acquisire la gioia dell’Essenza che si incarna in un corpo

Possa la mia passione essere uno strumento del tuo immenso Amore

Sia il mio fuoco la traccia ardente del tuo cammino nel mondo

Diventi il mio calore l’onda millecolori della tua manifestazione

O dea delle Dee incarna in noi,

nella totalità del nostro Essere,

la potenza onnipresente del tuo Amore

 

AbBrAcCiAmI

Postato da gufochecanta|sabato, 22 settembre 2007 | Permalink

bernini

Abbraccia, fondi, assaggia, assapora...

Abbracciami come se non esistesse altro

Abbraccia, fondi, assaggia, assapora...

Lasciati abbracciare come se dalle mie braccia dipendesse la tua salvezza…

Abbraccia, fondi, assaggia, assapora...

Abbracciami così che possa sentire l’eco del tuo battito sul mio petto

Il tuo respiro nei miei capelli

Così che i tuoi occhi possano persistere,

 ciglia contro ciglia,

chiusi e rapiti

nei cieli dell’abbandono,

 nelle braccia di Eros…

Abbraccia, fondi, assaggia, assapora...

Lasciati abbracciare come se fossi sull’orlo del mondo,

fammi sentire sulle costole i tuoi capezzoli incerti,

il tuo ombelico pulsante,

lascia che la mia pelle ti riconosca,

permetti ai nostri alambicchi di fondersi,

unifica le fragranze…

Abbracciami,

non ho bisogno di altro adesso

Abbraccia, fondi, assaggia, assapora...

Abbracciami e avvicina il bacino al mio,

lascia che i nostri sessi dischiudano i petali luminosi del piacere,

permetti agli umori di fluire,

riscaldali al fuoco delle mie carezze…

Abbracciami e dimmi con gli occhi,

in un sospiro che si fonde col mio,

 che non hai bisogno di altro, mai più

Little Death

Postato da gufochecanta|lunedì, 17 settembre 2007 | Permalink

La LiBeRtA' è Un PiCcOlO PaSsErO,

ChE VoLa E sAlTa E vOlA,

e SaLtA e VoLa 

E pAsSa TrA lE sBaRrE dEl MoNdO

cOmE uNa CaReZzA dOlCe.

CoMe Un CoLpO dI pIsToLa.

                                                                                   D.Dog.

Buon RiEnTrO?

Postato da gufochecanta|sabato, 15 settembre 2007 | Permalink

TI guardo

Sono intenerito da tutto questo.

Ti ascolto e  dopo un pò so già tutto.

Lo so, ma ti lascio parlare, voglio darti l'illusione della sorpresa,

L'illusione dell'agguato, l'illusione della lusinga...ritorna la melliflua e viscida lusinga volta all'ottenimento di chissà cosa...

Ancora mi sorprende quanto in cambio di un sorriso e di un abbraccio a cuore aperto, questa umanità faccia corrispondere anche un'ingenuità che sconnfina nella dabbenaggine...se non nella stupidità più cieca...

Tutto magicamente cambia,

tutto magicamente si inverte,

tutto magicamente diventa altro da sè e ritorna sul suo asse

e poi si ricompone nuovamente, in un tragico gioco di specchi,

apparenze sconnesse, immagini riflesse con fedeltà e aspetti che mai potranno essere visibili...

Buon viaggio...buon rientro...buon arrivo?

 

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Cavalleria Rusticana

Postato da gufochecanta|sabato, 15 settembre 2007 | Permalink

ANNUNCIO AL MONDO INTERO!Questa sarà una delle opere che io canterò prima di disincarnare, ovviamente...Se Turiddu non lo faccio io...chi lo deve fare???Il solito coreano con le meches e la voce nel naso?Cavalleria01

Ecco il leit motiv della mia estate...l'aria per eccellenza degli AMANTI ILLUSI, TRADITI A LORO VOLTA E PURE CAZZIATI PERCHE' HANNO VOLUTO SAPERE...insomma un capolavoro...Posto la trama di tutta l'opera e poi il testo dell'aria "Tu qui Santuzza" l'aria in cui Santuzza che ha scoperto di essere stata usata da Turiddu che le ha finto amore solo per far ingelosire Lola, la donna con cui stava prima di partire in guerra e che non l'ha aspettato e si è sposata in sua assenza solo per interesse...Santuzza dopo avergli implorato di rimanere, al colmo della disperazione lo maledice...A TE LA MALAPASQUA! SPERGIURO!!!!una meraviglia...Spero che il file audio si senta...

Trama dell'opera musicale

Unico atto, ambientato in sicilia alla fine dell'800.

All'alba della domenica di Pasqua Turiddu (tenore), figlio di Lucia (contralto) intona un canto malinconico (O Lola ch'hai di latti la cammisa) a Lola (mezzo soprano), la bella ragazza di cui si era perdutamente innamorato prima di partire militare e che, al suo ritorno, aveva trovato sposa del carrettiere Alfio (baritono). Turiddu, ancora innamorato di Lola, aveva cercato di dimenticarla con un'altra donna, Santuzza (soprano). Non vi fu nulla da fare purtroppo, e Turiddu, dopo avere sedotto Santuzza e avere promesso di sposarla, veniva "rapito" dalla gelosa Lola intrattenendo con questa relazioni amorose durante le lunghe assenze del marito.

Santuzza,  si reca a casa di Lucia, per parlare di Turiddu. Mamma Lucia, crede che il figlio sia andato a Francofonte a fare provvista di vino, e non sa che invece è in paese.

Sopraggiunge nel mentre Alfio, che intona un canto che esalta la bellezza del suo mestiere (Oh, che bel mestiere fare il carrettiere). Alfio chiede a mamma Lucia un bicchiere di vino Lucia afferma che non ha vino e che suo figlio si è recato nel paese vicino ad acquistarlo. Alfio allora soggiunge di avere visto Turiddu quella stessa mattina nei pressi di casa sua. Lucia viene fermata da Santuzza circa ulteriori spiegazioni e nel mentre passa la processione dei fedeli diretti in chiesa, e tutti intonano  intonano il canto del regina Coeli.

 Terminato il canto la gente entra nella chiesa e Santuzza e Lucia rimangono sole. Mamma Lucia chiede il perché della visita e Santuzza le confida che Turiddu, dopo averle tolto l'onore e promesso di sposarla ha ricominciato a trescare con Lola. Scossa dalla notizia, mamma Lucia si reca in chiesa. Giunge intanto Turiddu sulla piazza del paese: egli risponde evasivamente alle domande di Santuzza tentando invano di calmarla. Il dialogo è interrotto dall'arrivo di Lola che sta per recarsi in chiesa cantando una stornello. Dopo avere chiesto se il marito fosse da quelle parti, si reca in chiesa percependo l'atteggiamento ostile di Santuzza.

Santuzza intanto trattiene Turiddu per un braccio impedendogli di seguire Lola. Disperata e piangente lo implora di non abbandonarla . Turiddu seccato la respinge con violenza e si reca in chiesa.

Santuzza lo maledice per avere infranto la promessa delle nozze (A te la mala Pasqua! Spergiuro!) e rivela ad Alfio, appena sopraggiunto, l'infedeltà della moglie che riceve Turiddu in casa quando egli è al lavoro, e la sua disperazione per essere stata disonorata . Alfio incredulo minaccia di morte Santuzza in caso abbia raccontato una menzogna, diversamente il carrettiere si ripromette di vendicarsi entro la stessa giornata. Santuzza esca di scena e con la piazza vuota si odono le struggenti note dell'Intermezzo .

Al termine della messa uomini e donne escono di chiesa e Turiddu invita gli amici a bere (Viva il vino spumeggiante) e inneggia alla festa e alla bellezza di Lola. Sopraggiunge Alfio; che, invitato al brindisi, rifiuta sdegnato. Turiddu comprende il gesto di sfida e butta a terra il vino, le donne si ritirano spaventate. I rivali si abbracciano e Alfio morde l'orecchio a Turiddu, segno, nella tradizione siciliana, della sfida a duello. Turiddu si addossa la responsabilità dell'accaduto ma Alfio non lo perdona. I due si lasciano e Alfio soggiunge che attenderà Turiddu dietro l'orto. Turiddu ha un ultimo pensiero di pietà per Santuzza ed allora, fingendo di essere ebbro, dichiara di volere prendere una boccata d'aria. Prima di uscire raccomanda Santuzza alla madre alla quale poi chiede di essere benedetto . Subito dopo fugge via. Giunge Santuzza che in preda ad un presentimento fatale abbraccia Mamma Lucia, ignara del duello, angosciata e in preda ad un triste presentimento invano domanda spiegazioni delle sue parole e del suo comportamento; ella non riesce a trattenerlo. Giunge poco dopo un mormorio lontano, poi il grido delle donne: "Hanno ammazzato compare Turiddu" .

 

TURIDDU

 

(entrando)

Tu qui, Santuzza?

SANTUZZA

 

Qui t'aspettavo.

TURIDDU

 

È Pasqua, in chiesa non vai?

SANTUZZA

 

Non vo.

Debbo parlarti...

TURIDDU

 

Mamma cercavo.

SANTUZZA

 

Debbo parlarti...

TURIDDU

 

Qui no! Qui no!

SANTUZZA

 

Dove sei stato?

TURIDDU

 

Che vuoi tu dire?

A Francofonte!

SANTUZZA

 

No, non è ver!

TURIDDU

 

Santuzza, credimi...

SANTUZZA

 

No, non mentire;

ti vidi volger giù dal sentier...
E stamattina, all'alba, t'hanno scorto
presso l'uscio di Lola.

TURIDDU

 

Ah! mi hai spiato?

SANTUZZA

 

No, te lo giuro. A noi l'ha raccontato
compar Alfio, il marito, poco fa.

TURIDDU

 

Così ricambi l'amor che ti porto?
Vuoi che m'uccida?

SANTUZZA

 

Oh! questo non lo dire...

TURIDDU

 

Lasciami dunque, invan tenti sopire
il giusto sdegno colla tua pietà.

SANTUZZA

 

Tu l'ami dunque?

TURIDDU

 

No...

SANTUZZA

 

Assai più bella

è Lola.

TURIDDU

 

Taci, non l'amo.

SANTUZZA

 

L'ami...

Oh! maledetta!

TURIDDU

 

Santuzza!

SANTUZZA

 

Quella

cattiva femmina ti tolse a me!

TURIDDU

 

Bada, Santuzza, schiavo non sono
di questa vana tua gelosia!

SANTUZZA

 

Battimi, insultami, t'amo e perdono,
ma è troppo forte l'angoscia mia.

 

 

TURIDDU
(irato)

 

Ah! lo vedi, che hai tu detto...?

SANTUZZA

 

L'hai voluto, e ben ti sta.

TURIDDU

 

(le s'avventa)

Ah! perdio!

SANTUZZA

 

Squarciami il petto!

TURIDDU

 

(s'avvia)

No!

SANTUZZA

 

(trattenendolo)

Turiddu, ascolta!

TURIDDU

 

Va'!

 

[Insieme]

TURIDDU

 

Perché seguirmi, ~ perché spiarmi

sul limitare ~ fin della chiesa?

 

 

 

SANTUZZA

 

No, no, Turiddu, ~ rimani ancora.

Abbandonarmi ~ dunque tu vuoi?

 

 

SANTUZZA

 

La tua Santuzza ~ piange e t'implora;

come cacciarla ~ così tu puoi?

TURIDDU

 

Va', ti ripeto ~ va' non tediarmi,

pentirsi è vano ~ dopo l'offesa!

 

SANTUZZA
(minacciosa)

 

Bada!

TURIDDU

 

Dell'ira tua non mi curo!

(la getta a terra e fugge in chiesa)

SANTUZZA

 

(nel colmo dell'ira)

A te la mala Pasqua, spergiuro!

(cade affranta ed angosciata)

 

Trasgressione Piccolo Borghese/CaReZzE iN sAlDo

Postato da gufochecanta|mercoledì, 12 settembre 2007 | Permalink

 

 

Giunchiglia delirante al vento dei giochi

giochi che fanno sopravvivere (nutrendosi?)

alla follia di una normale e tranquilla famiglia italiana media...

polsini neri di falsa pelle che divengono l’emblema di un “manifesto” di polvere,

occhi cerchiati, kajal di finte occhiaie, finto livide…

Catene di plastica nel portafoglio

e tanti sguardi aggressivi

da provare e riprovare allo specchio

per digrignare agli sconosciuti sempre meglio…

Per spaventare le anziane signore al Conad,

tra il reparto dei meloni retati e le zucchine con fiori…

 

Per spaventare la propria immagine nello specchio,

che riflette qualcosa che terrorizza,

che mostra la vera luce degli occhi bambini

inebetiti dal dolore di non essere abbastanza…

e di avere comunque troppo

 

Petali di primule scossi dal sussulto terreno,

brecciolino anonimo che ha un’unica mente,

che attinge alle medesime fonti,

che crede di soffrire gli stessi spasimi,

che crede di amare,

ahimè,

nel medesimo patetico e macchiettistico modo…

 

Genìa di Melissa P.,

orda di nomi stucchevoli rubati dai fumetti,

tutti rigorosamente puntati alla fine,

tutti, ancora una volta,

disperatamente creati a tavolino…

sulle stesse assi sulle quali si consumano le pantomime schizoidi

 e patologicamente alienanti dei giochi di ruolo…

 

Forzosità dell’apparire,

studio maniacale delle forme,

che non sono riflesso di qualità e-o virtù animico-spirituali,

solo applicchi di plastica colorata che si scolla,

di origine asiatica,

con cui camuffare il proprio apparecchio ortodontico

da adolescente con i denti storti…

 

Una smorfia di ansia mista a disgusto mista a estrema compassione

si colora sul mio sguardo interno

quando ripenso alle medesime massime,

(quante volte ho visto su un marciapiede : IO E TE TRE METRI SOPRA IL CIELO?)

alle medesime musiche,

ai medesimi baci,

alle stesse reiterate carezze in saldo…

 

Quando i saldi sono truccati,

gli sconti sono eccessivi,

la merce è scadente…magari è consunta…magari è rubata…

magari è di fibra sintetica

 

I nuovi amanti non meritano forse novità?

O l’estrema banalità dei pacchetti emotivi “all inclusive”

non prevede che si investano nuove energie?

Nell’opzione “la quota comprende” cosa era previsto?

 E quanto era stato freddamente compreso e preconfezionato,

in quanto tempo si esaurisce?

 

 

Assembramento mononeuronico

dissipi le possibilità del tuo cuore,

ma non te ne faccio colpa…

 

Il mio occhio paterno e materno insieme volgerà sempre in mezzo al tuo nulla

impacchettato con i nastrini del Signore degli Anelli e,

benevolo sempre,

ti indicherà un punto,

una direzione…

Un punto nel petto.

 

Dove ogni cosa è sapienza,

e ogni velo si ritira

e solo il silenzio della contemplazione,

piena,

attiva e passiva

 e implacabilmente compenetrante,

rimane, permane

e mostra la via…

 

Nessuna parola rubata a chissà quale autore barocco,

nessuna ridondante descrizione pseudo metaforica,

nessuna necessità di dire “oltre”…

Nessuna raggelante retorica volta alla chiusura della bocca altrui…

Che nulla chiude se non il tuo cuore,

già serrato dall’ignoranza di quell’amore di cui aneli ricevere la luce,

ma per il quale non sei predisposto a concepire il valore…

 

A cosa servirebbe?

Si potrebbero mai riempire delle voragini  di vuoto

che segretamente si autoalimentano?

 

Erbe di vento staccate dalla terra e non consapevoli di essere,

agonizzanti,

nell’aria di cui sentite immeritatamente di essere parte,

dirigetevi verso il punto in mezzo al petto,

senza imbandire scenari mentali previamente concordati con il proprio ego

favoleggiando la prospettiva di trip deliranti,

e rimanete ad ascoltare, ascoltare, ascoltare…

 

Il potere che bramate sibilando,

 non lo otterrete mai,

mai da me e mai da quelli che speravate vi accogliessero tramite me,

vi ho bandito in tempi  che il vostro misero intelletto non ricorda

e sono costretto a bandirvi anche adesso.

Avevo sperato che le infiorescenze eterne del mio petto

riuscissero a cancellare le lacrime acide

della meschina e bigotta trasgressione di polistirolo

che credete promessa di chissà quale glorioso risultato…

 

Ma la plastica necessita di centinaia di anni per essere smaltita

E per allora il mio spirito sarà già in sedi diverse...

L’unica vera e sola sapienza risiede nel cuore…

 

Elisa  Swan


Walking by yourself in the cold, cold winter
Wrapped up in your coat like
It’s a magic blanket
You say: "No matter where I go
They all look like strangers"
You see, the world only seems
The fairytale that it isn’t

Dream on, dream on
There’s nothing wrong
If you dream on, dream on
Of being a swan

But I know you're thinking...

And now you’re looking at the sky
Talking to your angel
Could he turn this dirty street
Into a flying carpet?
But then you say: "I am not scared of anything"
Such a shy lie silent as the snow that is fallin’ down

Dream on, dream on
There’s nothing wrong
If you dream on, dream on
Of being a swan

But I know you’re thinking:
"Am I gonna make it through?"
Dream on, dream on (and you can't run away)
There's nothing wrong (you've got to find a way to make it through this mess)
If you dream on, dream on ('cause you can't run away)
Of being a swan (you've got to find a way, a way out of this mess)

But I know you're thinking: ('cause you can't run away)
"Am I gonna make it though?" (you've got to find a way to make it through this mess)

Girl on the run (go girl)
You don't look back (go)
What did you see? (go girl)
What did you get? (go girl)
You're on the run (go girl)
Trying to forget (go)
But in the end,
Is it so bad?

Girl on the run (go girl)
You don't look back (go)
What did you see? (go girl)
What did you get? (go girl)
You're on the run (go girl)
Trying to forget (go)
But in the end (go girl)
Is it so bad...
(go)
Being a girl?
Being a girl?

VoLaNdO

Postato da gufochecanta|mercoledì, 12 settembre 2007 | Permalink

Cos’è quel battito d’ali che si muove nel petto

quando la mente vola verso il pensiero di te?

Verso dove, si dirige il volo della mente

quando un pensiero, un odore,

la accendono come aurora boreale di malinconia?

Quel broncio beffardo che mi bacia e che io espando nel petto

sono l’unica compagnia di questi giorni...

…Quanto vorrei riuscire a asciugare quelle lacrime rimaste a mezza bocca

Consolare i singhiozzi muti messi a tacere nel buio di una vita,

far riposare gli affanni di un cuore veterano,

distendere, ad una a una, le vertebre sempre all’erta,

allontanare per sempre la minaccia

e spaventare a morte l’inseguitore…

La possibilità della tua presenza su questa Terra

è quanto di più “consolante” il mio spirito potesse desiderare

Chimera reale o falsa,

il mio cuore ti ha riconosciuto...

Oh essere fatto di baci,

 che sai di carezze morbide a sorrisi aperti

e odori di bucato fresco e sole dei pomeriggi d’estate,

che hai l’odore dell’erba tagliata sotto agli eucalipti di notte,

che sai di umori nascosti carichi di promesse,

che, vinto, allarghi le braccia

e mi offri il petto e il tuo cuore senza paura.

Le mie lacrime sono le tue.

Nei miei occhi è scritto il futuro della tua stirpe...

...InTiMiTà...

Postato da gufochecanta|lunedì, 10 settembre 2007 | Permalink

Riconoscerti nelle carezze calde,

rimorderti nelle labbra del mondo,

chiudere gli occhi,

ancora una volta,

e conservare nel cervello il dolore del ricordo di quei baci…

 

Quante gioie si vivono condividendone il frutto

con chi non si conosce,

non si vorrebbe,

qualcuno che non sei ancora una volta tu?

 

Adesso riesco ad essere più cose nello stesso tempo,

più vortici si attivano con un gesto

e le braci ardenti che partono dentro

dischiudono ogni sorta di prodigio…

 

 

Dilatando senza fine gli orizzonti dell’intimità

si perde il gusto dell’autenticità di se stessi

o si abbraccia in un soffio l’intero universo?

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